Cosa si intende per diritto di visita?
«Diritto di visita» è l’espressione che usano quasi tutti, dagli avvocati ai genitori al parco. La legge, in realtà, parla di tempi e modalità di permanenza e di frequentazione dei figli con ciascun genitore. Con l’affido condiviso, previsto dall’articolo 337-ter del codice civile, il giudice determina questi tempi e prende atto degli accordi tra i genitori se non sono contrari all’interesse dei figli.
Di solito c’è un genitore collocatario, presso cui il figlio vive stabilmente, e un genitore non collocatario, il cui calendario va definito. Il Ministero della Giustizia ricorda che l’affido condiviso non comporta necessariamente tempi divisi a metà. Per capire meglio la differenza tra affido e collocamento, leggi la guida sull’affido condiviso.
Gli schemi che seguono sono esempi ricorrenti, utili per farsi un’idea e per preparare una discussione con l’altro genitore. Non sono modelli ufficiali né consigli per il tuo caso.
Esempio 1: weekend alterni più pomeriggi in settimana
È la formula più conosciuta del diritto di visita del padre, anche se vale allo stesso modo per una madre non collocataria. Il figlio sta con il genitore non collocatario un weekend sì e uno no, ad esempio dal venerdì all’uscita da scuola alla domenica sera, più uno o due pomeriggi a settimana, a volte con una cena o un pernottamento.
- Vantaggi: ritmo facile da ricordare, una casa principale stabile per la scuola e le attività, pochi spostamenti.
- Attenzioni: tra un weekend e l’altro possono passare molti giorni senza vedersi davvero. I pomeriggi infrasettimanali servono proprio a non far sentire il genitore non collocatario come quello «del sabato».
- Per chi: spesso scelto per i bambini in età scolare quando i genitori vivono a una certa distanza o hanno orari di lavoro molto diversi.
Esempio 2: vacanze scolastiche divise a metà
Quasi sempre si aggiunge a un altro schema. Le vacanze estive si dividono in due blocchi, ad esempio quindici giorni ciascuno a luglio e ad agosto, mentre Natale e Pasqua si alternano di anno in anno o si dividono a metà.
- Vantaggi: permette a entrambi i genitori di vivere con i figli un tempo lungo e senza la routine della scuola, il mare, la montagna, la casa dei nonni.
- Attenzioni: conviene fissare le date con largo anticipo, per esempio entro la primavera, per evitare discussioni a giugno. Per i più piccoli, due settimane lontani dall’altro genitore possono essere tante: si può prevedere una visita o una videochiamata a metà.
- Per chi: praticamente tutte le famiglie, con durate da adattare all’età.
Per idee su come organizzare le ferie quando sei solo con i figli, c’è anche la pagina sulle vacanze per genitori single.
Esempio 3: settimane alterne
I figli passano una settimana con un genitore e la successiva con l’altro, con il cambio di solito il lunedì all’uscita da scuola o il venerdì. È la forma più vicina a un affido condiviso paritario.
- Vantaggi: entrambi i genitori seguono davvero la quotidianità, compiti, sport, amici. Pochi passaggi, e una settimana piena da dedicare al lavoro o a sé nei giorni senza figli.
- Attenzioni: funziona bene se le case sono vicine e nello stesso bacino della scuola, e se i genitori riescono a comunicare. Serve un doppio corredo di base, dai vestiti al materiale scolastico, per non trasformare ogni cambio in un trasloco.
- Per chi: in genere ragazzi dalla scuola primaria in su. Con gli adolescenti è bene ascoltare anche la loro opinione.
Esempio 4: bambini molto piccoli, tempi brevi e crescenti
Con un neonato o un bambino di due anni, lunghi periodi lontano dalla figura di riferimento quotidiana possono essere difficili. Per questo si scelgono spesso incontri più brevi ma frequenti, per esempio alcune ore in più giorni della settimana, che si allungano gradualmente fino ad arrivare ai primi pernottamenti.
- Vantaggi: il legame con il genitore non collocatario si costruisce con continuità, senza strappi.
- Attenzioni: chiede molta organizzazione e una buona collaborazione tra i genitori. È utile prevedere già dall’inizio le tappe di crescita del calendario, magari legate all’età o all’ingresso alla scuola dell’infanzia.
- Per chi: bambini da zero a tre anni circa, con passaggi graduali verso uno degli schemi precedenti.
Esempio 5: genitori che vivono lontani
Quando un genitore abita in un’altra città o in un’altra regione, i weekend alterni diventano faticosi: ore di treno o di autostrada per poche ore insieme. Si tende allora a concentrare il tempo in blocchi più lunghi.
- Vantaggi: un weekend lungo al mese, una parte consistente delle vacanze estive e dei ponti permettono di passare tempo vero insieme invece che in viaggio.
- Attenzioni: tra un incontro e l’altro serve mantenere il contatto con videochiamate regolari, a orari fissi. Va deciso chi accompagna i figli e chi sostiene le spese di viaggio, tema da affrontare con un professionista.
- Per chi: famiglie con distanze importanti, con ritmi che cambiano molto a seconda dell’età dei figli.
E il diritto di visita dei nonni?
Dopo una separazione capita che i nonni, spesso da una delle due parti, vedano i nipoti molto meno di prima. L’ordinamento italiano tutela anche il rapporto dei minori con i nonni e con gli altri parenti, ma i modi e i limiti dipendono molto dalla situazione concreta. Nella maggior parte dei casi la strada più semplice passa dai genitori: il genitore che ha i figli in quel periodo può includere la domenica dai nonni nel suo tempo. Se il rapporto si interrompe del tutto, è il momento di chiedere un parere a un avvocato.
Quando rivolgersi alla mediazione familiare o a un avvocato?
Se riuscite a parlarvi, un calendario costruito insieme è quasi sempre più rispettato di uno imposto. Quando invece ogni dettaglio diventa uno scontro, la mediazione familiare è uno strumento utile per trovare accordi con l’aiuto di una figura neutrale. L’avvocato diventa necessario quando bisogna formalizzare gli accordi, modificarli perché la situazione è cambiata, o quando un genitore non rispetta i tempi stabiliti. Questa pagina ha valore informativo e non sostituisce un parere legale.
Come organizzare la tua vita intorno al calendario?
Qualunque sia lo schema, il calendario dell’affido diventa la base di tutto: il lavoro, le amicizie e anche la vita sentimentale. Su PAM puoi inserire il tuo ritmo nel Calendario custodia in pochi secondi, con il riempimento automatico. L’app lo confronta con quello degli altri membri e ti mostra la compatibilità di affido e il tempo possibile insieme, cioè i giorni in cui siete liberi entrambi. Per i giorni con i figli, invece, la comunità di PAM offre Una Mano, per l’aiuto reciproco tra genitori, dalla custodia occasionale al passaggio in macchina. Tutto il resto è nella pagina sugli incontri per genitori single.
Unisciti a PAM →Domande frequenti
- Quanti giorni spettano al genitore non collocatario?
- Non esiste un numero fisso stabilito dalla legge. I tempi si definiscono negli accordi tra genitori o nel provvedimento del giudice, guardando all’interesse dei figli. La formula dei weekend alterni con uno o due pomeriggi a settimana è frequente, ma resta un esempio.
- Il diritto di visita del padre è diverso da quello della madre?
- No, le regole sono le stesse per entrambi i genitori. Si parla spesso di diritto di visita del padre solo perché, nella pratica, il genitore collocatario è più spesso la madre. Conta il ruolo, collocatario o non collocatario, non il genere.
- Le settimane alterne vanno bene per tutti i bambini?
- Funzionano meglio con bambini in età scolare e ragazzi, quando le case sono vicine e i genitori comunicano bene. Per i bambini molto piccoli si preferiscono spesso tempi più brevi e frequenti, che crescono con l’età.
- I nonni hanno diritto di vedere i nipoti dopo la separazione?
- L’ordinamento tutela anche il rapporto dei minori con i nonni, ma i modi dipendono dalla situazione concreta. Di solito la soluzione passa dai genitori, che includono i nonni nel proprio tempo con i figli. Se il rapporto si interrompe, conviene chiedere un parere a un avvocato.
- Si può modificare il calendario di visita?
- Sì, i genitori possono concordare cambiamenti, ad esempio quando i figli crescono o cambia la distanza tra le case. Per renderli validi e stabili, o in caso di disaccordo, è utile passare dalla mediazione familiare o da un avvocato.